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Sto così bene oggi che perchè il mondo riprenda il suo corso naturale, probabilmente stasera un fulmine mi colpirà gli zebedei..

da La Stampa
Non provare è non riuscire
Non rischiare è non riuscire
Non avere fiducia è non riuscire
Non cercare è non riuscire
C'è gente (non solo tu) che pretende di essere capita senza spiegare, pretende di essere soccorsa senza sbracciarsi o gridare aiuto, pretende sensibilità quando si erge come una roccia, inscalfibile, fiera - e finta -, pretende di credere di amare e ha bisogno di sentirsi amata e amante, quando ormai ha perso la capacità di sorprendersi, la fiducia nell'essere umano, l'abbandono dei ricordi, il fluire della natura nelle vene non contro la testa o non ha ancora reimparato tutte queste cose.
C'è qualcuno che non vede la mano che vuole accompagnare ed essere accompagnata. E non sa nemmeno annusarla, toccarla, udirla.
Il sè nel tutto e il tutto del sè, la capacità di sapersi accettare e accogliere.
La capacità di saper sbagliare e di riconoscere l'errore e di perdonarsi e di lottare per commetterne nuovi ma non vecchi.
La voglia.
Come si fa a vivere senza l'entusiasmo, quel pungolo della speranza che attizza la realtà non solo dove è morta ma dove può comunque rinascere nuova senza che abbia esaurito la sua spinta verso l'alto, verso il meglio, il bene, la felicità, il sorriso spontaneo, l'orgasmo dell'amore profondo?
Non posso compatire chi si piange addosso, chi è consapevole ma non reagisce, chi è passivo e si lascia vivere, chi avrebbe tutte le possibilità di prendere in faccia il vento e andare comunque avanti e non lo fa.
Non c'è che una destinazione, almeno temporanea.
E voglio arrivarci da vivo, vivo davvero. Anche se solo.
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