D o n D e

pensieri di neve calda, proprio lì, fuori dal tunnel

 

 

Bottoni
(se vi sentite asole)

 
10/11/2009

Recinemansioni

L'uomo che fissava le capre - Film originale, un pochino di pauraedelirioaLasVegas ma con molto più senso e solo come suggestione qua e là. Film tra il militare e il freak, piuttosto surreale e molto molto molto poetico. Merita.
Nemico pubblico - La storia non sarebbe neanche male, anche se piuttosto trita e telefonata. Gli attori sarebbero anche bravi. E i costumi, le scenografie, ecc. Peccato che la regia è ubriaca: passa da essere piatta a essere di stampo giornalistico dal vivo, che non sarebbe manco una scemata, ma invece di alternare il ritmo lo spezza e basta. Se ne può fare a meno.

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ispirazioni

06/11/2009

Microrecensioni

Up - Carino. Originale. La Pixar ne azzecca un'altra.
Parnassus - Visivamente splendido. Forse doveva durare di più (il film, non per forza Ledger), per essere bello davvero. Comunque merita.
Il mondo di Horton - Scandinavo dalla testa ai piedi. Poesia, poesia scandinava. E io amo la poesia e la Scandinavia. Fate voi.

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02/11/2009

Bambino

Bambino, se trovi l'aquilone della tua fantasia
legalo con l'intelligenza del cuore.
Vedrai sorgere giardini incantati
e tua madre diventerà una pianta
che ti coprirà con le sue foglie.
Fa delle tue mani due bianche colombe
che portino la pace ovunque
e l'ordine delle cose.
Ma prima di imparare a scrivere
guardati nell'acqua del sentimento.

Alda Merini
 
 
 

 
Alda è morta, e io la sento libera. Libera dalla malattia e dalla vecchiaia, da quel corpo che non la seguiva più, dalla fede nelle sigarette e dalla fede. Non ha più bisogno di nessuno, nemmeno della solitudine.
Grazie Merini

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ispirazioni

16/10/2009

"Un nostro studioso ha scoperto che gran parte dei guasti e dei tormenti che opprimevano la gente nella gestione dei sentimenti, derivavano dalla divisione delle tre componenti del mondo affettivo: la tenerezza, la sessualità e l'amore. Infatti la tenerezza vissuta senza sessualità e amore produce ipocrisia, la sessualità priva di tenerezza e amore produce pornografia e l'amore, privo di sessualità e tenerezza, produce misticismo."
 
 

"Per funzionare bene il corpo umano deve innanzitutto saper dormire, il che non significa solo andarsene a letto e chiudere gli occhi. Esiste una vera a propria cultura del sonno.
Dopo aver dormito bene, ogni essere umano deve saper mangiare, evitando di introdurre nell'organismo qualsiasi sostanza estranea ai suoi reali bisogni.
Poi deve saper lavorare ma [...] lavorare il meno possibile [...].
Ogni giorno deve saper imparare, qualsiasi cosa, ma sempre collegata al desiderio di conoscere, semplicemente come nutrimento della personalità.
Deve saper dare, perchè dare non è solo uno dei massimi piacieri ma anche un meccanismo di rinnovamento del pensiero e della personalità.
Poi deve saper creare, lasciando una traccia di sé e della propria unicità [...].
Poi deve saper amare e saper fare l'amore, arte qui da noi prima affidata al caso e conosciuta solo superficialmente, ora divenuta materia di dialogo e di conoscenza.
Infine è fondamentale saper vedere quel velo di mistero che copre ogni cosa.
Ovvero saper guardare gli oggetti e le persone che ci circondano ogni giorno, come se li vedessimo per la prima volta.

Questi sono dunque gli otto bisogni e desideri naturali che, una volta soddisfatti, garantiscono a chiunque una stabile serenità."

da Lettere dalla Kirghisia
Silvano Agosti

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domande, ispirazioni

"Una volta, avevo più o meno dieci anni, Lucien mi ha visto entrare nel baracchino della cartomante.
Guardavo nella sfera di cristallo e sollevavo le carte per capire dov'era il trucco. Allora è venuto da me e mi ha detto, non farlo mai, Lucille. Se non ti senti minacciata, se la magia che hai visto è una magia bella, non privare il mondo della possibilità che sia vera. Non boicottare il meraviglioso solo perchè è improbabile. C'è troppo schifo in giro perché anche tu ti metta a farlo"
 
da Cornflake
Micol Arianna Beltramini

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13/10/2009

Cinema
Settimana scorsa
Basta che funzioni - Visto una settimana fa e lasciato riposare, nell'attesa di capire. Ritmi serrati, battute a raffica, linguaggio e stile come nei primi film. Gradevole, divertente ma non spassoso, bello ma non ispirato fino in fondo. Un bel po' di mestiere, un buon omaggio fatto a se stesso.Una serata piacevole, non indimenticabile.
Ieri
Motel Woodstock - Film su Woodstock senza Woodstock, ossia giusto, in linea con quanto accaduto realmente (Woodstock si svose a Bethel). La storia (vera) di quel ragazzo che fu, tra i mille miracoli di quell'avvenimento, colui che mise in contatto Michael Lang, organizzatore, con Max Yasgur, padrone del terreno dove si svolse il tutto. Una storia sempre in primo piano, che non si perde mai. L'evento è lo sfondo della vicenda, uno sfondo vivo che compenetra tutto inevitabilmente, che crea l'amalgama tra ogni cosa si possa dire e commentare di quei giorni, in quel luogo.
Ang Lee (di cui questo è il colpevolmente primo film che vedo) racconta bene la storia che ha deciso di raccontare: senza ipocrisie, senza colpi di scena fittizi, con dei buoni attori, con dialoghi e quant'altro ben studiati e giustapposti. Tutto è armonico e già questo è una dedica genuina a quel che accadde, unito ad alcune chicche di esplicito omaggio al rivoluzionario documentario girato da Michael Wadleigh 40 (quaranta! ) anni fa. Delizioso, da vedere. Io, per conto mio, ho pianto dal profondo, come ogni volta che vedo Woodstock.
District 9 - Con una non apparente linea di fluidità che non mi ha abbandonato, uscito dal film precedente, D9 mi ha accompagnato per quasi altre due ore, sollevato dalla poltrona in un clima strano, comodo e scomodo insieme. Un film molto intelligente, atipico, con un uso degli effetti MAI (e dico MAI) sopra le righe. Uno di quei film dove si vede la lampadina di archimede far luce  sulla testa del regista per tutto il tempo.
Attori anche qui sconosciuti e anche qui molto bravi, specie un sorprendente protagonista. Una trama degna dei migliori "Aldilà della realtà" in versione aggiornata a oggi. Un film di fantascienza con un legame iperrealistico all'attualità; ma anche un film d'azione, ben equilibrato nei vari ingredienti che lo compongono. Da vedere e far vedere, dispiacendosi che non possa accadere davvero quel che accade al protagonista.

Tradotto in parole da: DNGDLB a 18:45 | link | commenti
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05/10/2009

Hasta luego, negrita..

Cambia lo superficial

cambia también lo profundo
cambia el modo de pensar
cambia todo en este mundo

Cambia el clima con los años
cambia el pastor su rebaño
y así como todo cambia
que yo cambie no es extraño

Cambia el mas fino brillante
de mano en mano su brillo
cambia el nido el pajarillo
cambia el sentir un amante

Cambia el rumbo el caminante
aunque esto le cause daño
y así como todo cambia
que yo cambie no extraño

Cambia todo cambia
Cambia todo cambia
Cambia todo cambia
Cambia todo cambia

Cambia el sol en su carrera
cuando la noche subsiste
cambia la planta y se viste
de verde en la primavera

Cambia el pelaje la fiera
Cambia el cabello el anciano
y así como todo cambia
que yo cambie no es extraño

Pero no cambia mi amor
por mas lejos que me encuentre
ni el recuerdo ni el dolor
de mi pueblo y de mi gente

Lo que cambió ayer
tendrá que cambiar mañana
así como cambio yo
en esta tierra lejana

Cambia todo cambia
Cambia todo cambia
Cambia todo cambia
Cambia todo cambia

Pero no cambia mi amor...


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30/09/2009

Nel concepire un ideale possiamo presumere quel che vogliamo, ma dovremmo evitare le impossibilità
 

Aristotele

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24/09/2009

Brutta storia il razzismo
di Ascanio Celestini

 
Un viaggio nel linguaggio razzista, usato con incoscienza o con compiacimento. Nei tic, negli automatismi, nelle paure («che poi sono le stesse nostre») del razzista medio. Quello che proprio perché è consapevole di vivere un conflitto inizia dicendo «Io non sono razzista...».

Imparare a fare l’orecchio alle sue parole - spiega Celestini - è lo scopo dello spettacolo: «Perché è come in guerra, una partigiana mi ha raccontato che quando le hanno sparato la prima volta non capiva perché non riconosceva il rumore delle pallottole».
Ecco, allo stesso modo - dice Celestini - noi dobbiamo imparare a riconoscere il «rumore del razzismo». Entrare in certi automatismi e scardinarli. Impadronirsi della narrazione che sta dietro a certi comportamenti. Perché il razzismo, appunto, è anche e soprattutto una «gran brutta storia». Un modo mistificatorio di raccontare l’altro.
«Goebbels diceva: “Ripeti una bugia molte volte, alla fine la trasformi in una verità”»

 
 

dall'Unità

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18/09/2009

Il principio del sacchetto della spazzatura
Quando estrai un sacchetto della spazzatura dal cestino della spazzatura, esso è sempre più grande delle dimensioni del contenitore.
Il sacchetto non si espande, è già più grande.
Ma il cestino è l'unico posto accettato e destinato dove porre il sacchetto. Sacchetto dentro cestino.

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nonpoesie, ispirazioni

 

 

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